Monoblocchi: cosa sono e a cosa servono?

L’ottima resa di un buon infisso è data anche dallo scegliere in maniera adeguata il controtelaio monoblocco, cioè un controtelaio coibentato adatto a nuove costruzioni o ristrutturazioni ad alta efficienza energetica.

Controtelaio monoblocco: cos’è?

Il Controtelaio monoblocco è un “controtelaio esteso”, cioè che va ad abbracciare tutto lo spessore dal muro, dall’interno all’esterno. Tra i vantaggi possiamo citare l’eliminazione dei ponti termici, l’ottimizzazione del tempo di posa, la riduzione dei costi, un miglior isolamento termico e acustico e una miglior resa estetica se ci sono tapparelle.

Quando bisogna utilizzare un controtelaio monoblocco?

Il controtelaio monoblocco è molto vantaggioso con sistemi di schermatura esterna, perché evita di mettere un altro controtelaio e permette di non mettere il cassonetto a vista interno e quindi di proteggere la casa dai ponti termici.

E quando invece è il caso di non usarlo?

Ci sono casi in cui è meglio non usare il controtelaio, quando ad esempio quando c’è una sporgenza nel fabbricato come un aggetto, oppure quando sono presenti delle veneziane integrate nel vetro camera. Qui i vantaggi si andrebbero a perdere, ma andrebbe solo ad aumentare i costi del vano finestra perchè sarà sufficiente un solo controtelaio e ci si potrà raccordare con la muratura o il cappotto isolante risvoltando sullo stesso.

Che spessore deve avere il controtelaio coibentato?

In genere gli spessori presenti sul mercato sono 85mm e 65mm, a livello di isolamento termico in molte zone climatiche d’Italia potrebbe bastare 65mm di isolamento in spalletta ma ci sono 2 aspetti da tenere in considerazione. Invece i materiali da utilizzare sono XPS, EPS e XPS+fibrocemento. Ognuno ha dei vantaggi e degli svantaggi e occorrerà decidere insieme al progettista la soluzione migliore per il caso specifico.